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Due schiavi per una mistress


di fetishnapoli
10.02.2026    |    308    |    3 9.2
"“Che belli che siete cuccioli, dovreste guardarvi, in ginocchio e pronti a soddisfare i capricci della vostra padrona..."
Ormai sono quasi 8 mesi che Emma è la mia unica compagnia di giochi, la mia mistress e l’unica protagonista dei miei sogni e fantasie erotici. E’ un tempo abbastanza lungo che ha fatto crescere tra noi una sintonia (o forse il termine più giusto sarebbe simbiosi) per cui le mie fantasie diventano le sue e viceversa. E' per questo che mi è difficile, per non dire impossibile dirle di no. Così quando mi ha proposto di giocare insieme ad un suo amico che torna da fuori per la settimana di Carnevale, seppur con qualche dubbio ed un po’ di gelosia, non ho saputo negarglielo. Eccomi quindi a poche ore dal fatidico incontro, che sarà inevitabilmente diverso da quelli a cui la mia Lady mi ha abituato fino ad oggi e mi inquieta non poco, in quanto non so aver più paura dell’atteggiamento del “terzo incomodo” che non conosco o delle fantasie perverse che stanno brulicando nella testolina perversa della mia miss. In ogni caso, non mi tirerò indietro.
Le prima novità è la risposta diversa al consueto messaggio di conferma del mattino, in cui di solito chiedo alla mia Lady cosa devo indossare sotto i vestiti.
“Cucciolo per oggi niente plug né gabbietta, né harness da schiavo, voglio che tu e il mio amico indossiate le cose che avete nel profilo, perciò tu metterai le autoreggenti ed un perizoma da troietta e lui indosserà uno dei costumi da mare che compaiono in tante delle sue foto, e per tutto il tempo che sarete ai miei piedi, anche per garantirvi la rispettiva privacy sarete "Troietta” e “Costumino”, d'accordo?".
Per la serie cominciamo bene….. Non avevo alcun dubbio che oggi sarei finito sfondato più del solito, ma sentirmi già chiamare troietta prima di cominciare non è un buon segno. Vabbé, prendo dalla borsa dei giochi un paio di autoreggenti che non mettevo da un bel po’ ed un succinto tanga in pizzo e li infilo sotto i vestiti, per poi passare in rassegna il resto dell’attrezzatura per la mattinata di giochi, ovvero i soliti quattro plug di dimensioni crescenti da M a XXL, le palline anali da 4 cm, fustino, bacchetta e lo strap on 20x5 che ormai costituisce una costante delle nostre sessioni. Abbondo anche con profilattici, guanti e lubrificante perché mi sa che la giornata sarà alquanto lunga. Infilo tutto in macchina e con non poca eccitazione mi dirigo verso l’albergo dove Emma e il suo amico prenderanno la stanza che per questa mattina sarà la nostra alcova.

Neanche il tempo di mettermi in tangenziale e arriva il messaggio: “stanza 213, troietta sbrigati che ho voglia”. Cavolo, sono già arrivati, e per fortuna che vengono da lontano, la padrona deve essere abbastanza impaziente oggi, speriamo che cominci a sfogare su di lui. Comunque premo sull’acceleratore ed in 5 minuti sono nel garage dell’hotel. Mi infilo in ascensore senza passare dalla reception e arrivo al secondo piano, mentre la mia eccitazione sale al punto che il succinto tanga da donna non riesce minimamente a contenerla sotto il jeans. Busso e da dietro la porta socchiusa mi appare lei, bella come non mai, con il corsetto nero che le ho regalato che a stento copre le sue forme generose, un paio di autoreggenti nere e le decolleté con tacco a spillo che tante volte ho baciato. In mano il gatto a nove code nero e rosso che gira con fare impaziente mentre mi fissa con quello sguardo tra la padrona sadica e l’impertinente bimba curiosa che tanto adoro.
“Dobbiamo ancora aspettare troietta? Sappi che chi arriva tardi paga pegno”.
E giù una prima frustata sul culo che per fortuna vestito e cappotto assorbono quasi interamente. Perso nella mise della mia padrona quasi non avevo notato che in ginocchio davanti al letto c’era il suo amico, nudo se non per uno slippino verde da mare che poco o nulla nasconde della sua erezione e con le braccia incrociate dietro la schiena.
“Lui è il mio amico Costumino, tu sei la mia amica Troietta ed oggi sarete entrambi miei schiavi e farete TUTTO ciò che voglio, capito? E tu muoviti Troietta, posa la borsa e spogliati, ti voglio nudo e in ginocchio nel giro di 10 secondi”.
Senza fiatare le porgo la borsa coi toys e mi spoglio lasciando scarpe e vestiti per terra. Resto con addosso solo autoreggenti e perizoma e mi inginocchio accanto al mio sconosciuto compagno di giochi che mi guarda tra l’incuriosito e il voglioso, assumendone la stessa posizione con le braccia dietro la schiena. Con pochi passi la padrona si mette alle nostre spalle e fa scattare un paio di manette ai miei polsi e poi, aiutandosi con il frustino mi fa allargare le gambe. Stessa sorte per costumino, al quale la padrona legai i polsi con una corda presa dal tavolo prima di sedersi sula punta del letto esattamente dinanzi a noi.

“Che belli che siete cuccioli, dovreste guardarvi, in ginocchio e pronti a soddisfare i capricci della vostra padrona. Sappiate che oggi non ammetterò rifiuti e dovrete fare TUTTO quello che vi chiederò senza fiatare, altrimenti saranno guai, CAPITO?”

Un “Si padrona” esce dalle nostre bocche ormai già sincronizzate sulle frequenze della mistress comune che, compiaciuta, affonda due dita di ciascuna mano nelle nostre bocche affamate. “Bravi cuccioli, prima di giocare però vi tocca un po’ soffrire” e, senza neanche il tempo di finire la frase, entrambi i piedi della nostra padrona scattano in avanti sferrando due calci nelle nostre parti basse.
SBAM. L’urlo di entrambi viene strozzato dalle mani di Emma che alle prime due dita ha aggiunto altre due affondando nelle nostre bocche fino alla gola.
“Silenzio cuccioli, siamo in albergo, mica vogliamo farci cacciare? Su non fatemi fare brutta figura".
SBAM. Un altro calcio in mezzo alle gambe, questa volta con la punta della scarpa, mi fa salire i testicoli in gola con un dolore lancinante strozzato dai conati di vomito che la mano della padrona mi provoca affondando impietosa fino alla mia gola.
SBAM. un terzo calcio, ancora più forte, ci colpisce entrambi da sotto alzandoci quasi da terra.
Facendomi forza cerco di riprendere la posizione in ginocchio mentre costumino, forse meno avvezzo di me a certi “trattamenti” si contorce per terra cercando di proteggersi in posizione fetale.
“Torna subito su stronzetto, mica vorrai farmi incazzare sul serio?”, urla con disappunto la padrona che, non essendo ascoltata, si alza in piedi, prende il frustino e comincia a colpire il mio malcapitato compare sulle cosce, sul culo e sulla schiena, mentre lui grida inutilmente pietà. Segni rossi cominciano ad apparire in più pardi del suo corpo, dai fianchi alle braccia alle cosce al culo, mentre la padrona si diverte a colpire dove le sue mani legate non gli consentono di proteggersi fino a che, strisciando per terra, non comincia a baciarle la punta delle scarpe. Compiaciuta per il gesto, la padrona posa il frustino ma solo per poggiarsi meglio sulla scrivania di fronte al letto e puntare il tacco sulla natica del malcapitato. Lo stiletto, con tutto il peso della miss, affonda impietosamente nella carne lasciando un segno profondo che la forma quadrata rende ancora più evidente, soprattutto quando, con ferocia sadica, Emma lo muove per approfittare dell’angolo più affilato. Costumino si contorce sul pavimento senza riuscire a trovare scampo o poter fare altro che sostituire con le sue lacrime le inutili richieste di pietà. Ottenuto il marchio, la padrona stacca lentamente il tacco dal culo dello slave, lasciandoci un profondo segno rosso, quasi violaceo, mentre lui resta in terra a piagnucolare. Poi, tornando di nuovo a sedersi sul letto, la padrona si pone davanti a me, poggiando suola e tacco sulla mia coscia destra e, sorridendo mi fa: “lo sai vero, troietta che tocca anche a te il marchio? Però visto che prima sei stato bravo ti faccio scegliere dove lo vuoi”.

Con un cenno del capo faccio segno sulla coscia destra, nella parte bianca lasciata scoperta dalla balsa in pizzo delle autoreggenti, visto che sinistra ero già stato marchiato dal suo tacco per oltre una settimana in occasione dell’ultima sessione. Così come per costumino, il tacco affonda profondamente nella carne della mia coscia mentre la pressione esercitata dalla sadica lady si fa sempre più forte. Ne ricavo anche io un profondo segno quadrato, che, nonostante faccia un male cane, sopporto senza un fiato e che la padrona sfiora, soddisfatta, con le unghie facendomi sobbalzare.
“E adesso che i miei cuccioli sono stati debitamente marchiati, toglietevi quelle ridicole mutandine e carponi sul letto col culo verso il bordo, che cominciamo a fare sul serio. ORA!!!”.
Entrambi scattiamo in piedi per quanto sia possibile farlo senza l’uso delle mani e, una volta liberati da corde e manette, ci sfiliamo gli slip, per metterci a quattro zampe sul bordo del letto matrimoniale, di fronte allo specchio che ci rimanda l’immagine della padrona mentre dalla sua borsa tira fuori lubrificante e dei guanti in lattice nero. Coi gesti mirati di una ballerina di burlesque Miss Emma infila ad una ad una le dita, accertandosi che non resti aria tra l’una e l’altra, poi dispone i plug su un asciugamano dietro di noi ed afferra il tubo viola del lubrificante. Io e costumino la guardiamo estasiati allo specchio che riflette impietoso i suoi occhi luccicanti e i nostri sguardi preoccupati e, nonostante i testicoli doloranti le nostre evidenti erezioni.






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